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Mi ricordo quell'autunno in Lituania del 1942, avevo appena sei anni e frequentavo la prima elementare alla scuola statale di Vilnius. Il nostro paese era occupato dai nazisti dal 1941. La guerra mi colpì profondamente quando la mia migliore amica si presentò con una stella cucita sulla parte sinistra della giacca. La stella era grande e gialla, mi sembrò bella come un ornamento. Da quel giorno però nulla fu più come prima. Calò su di lei e su di noi una cortina di fumo che ci separò per sempre dal passato felice trascorso insieme. Sara, la più vivace e spiritosa della classe, la mia amica del cuore, improvvisamente divenne silenziosa. Camminava a testa china come se volesse chiedere scusa a tutti per il suo esistere, anche la classe piombò in un silenzio di attesa. Pochi giorni dopo non venne più a scuola. La cercai invano a casa sua. Seppi in seguito che era stata deportata al campo di concentramento di Aushwitz dove morì.
Questo è il racconto di mia nonna, D. D.
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