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G. Anselmi è
nato a Roma nel 1921, a 19 anni quindi nel 1940 venne
arruolato per andare a combattere in Albania con l'esercito
italiano. L'8 settembre al suo ritorno a Roma da Partigiano
si trasferisce in campagna con la famiglia, quelli che erano
sopravvissuti agli attacchi dei nemici. Durante il
soggiorno, non potevano fare niente per paura. Una triste
mattina, arrivano dei tedeschi che puntano un fucile alla
nipote. G. Anselmi prende coraggio e si mette davanti alla
nipote e dice al tedesco che se si fosse avvicinato gli
avrebbe sparato con un vecchio fucile che teneva tra le
braccia. Il tedesco ovviamente si trovava nella loro stessa
situazione di vita, decise quindi di scappare via con il
compagno e lasciare la famiglia. Un po' di tempo dopo, G.
Anselmi venne catturato dai tedeschi essendo un Partigiano.
In quei tempi i partigiani venivano presi e messi sui dei
camion e venivano trasferiti in Germania. Anselmi stava nel
camion con suo fratello e non si sa come ma sono riusciti a
scappare gettandosi dal camion salvandosi da questa
terribile esperienza. Tornato, andò in
Umbria e combatté come partigiano meritando una
Medaglia al valore.
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