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Bergamo, Novembre 1944. Una ragazza
sui ventidue anni esce nella notte fredda per raggiungere la
stazione, dove prenderà il treno per Pavia. La
ragazza è avvolta da un cappotto scuro, e i capelli,
raccolti all'indietro, sono coperti da uno scialle che le
arriva alle spalle. Arrivata davanti alla biglietteria porge
una tessera al signore seduto dietro al vetro
anti-proiettile, il quale, riconosciuta la ragazza, annuisce
porgendole a sua volta un biglietto del treno. La ragazza si
chiama L., e sono ormai un paio di anni che ripete lo stesso
tragitto, avanti e indietro. Accomodatasi in uno
scompartimento libero, aspetta pazientemente di arrivare.
Ma torniamo qualche tempo
indietro:
Siamo ancora
nel 1944, e una famiglia di Monteverde pranza tranquilla nel
giardino della loro umile casa. La guerra sta per finire, ma
la crisi economica adesso è risentita piùche
mai dagli italiani. Sulla tavola di ferro battuto sono
disposte misere razioni di cibo, che devono servire per
sfamare l'intera famiglia per un paio di giorni. Ormai
è dall'inizio della guerra che a causa della tessera
annonaria si muore di fame a Roma: con la tessera annonaria
qualsiasi tipo di genere di prima necessità (dal cibo
ai vestiti) veniva distribuito in quantità razionate.
L. è seduta accanto al fratello minore G., mentre a
capotavola risiede il padre. Il padre è il dirigente
di una grossa società di trasporti,
e mantiene la famiglia in quella classe
socaile che veniva definita la media borghesia, che fu poi
distrutta dalll'arrivo della guerra. Ad un certo punto si
sente un allarme provenire da fuori: è il segnale che
gli Americani stanno per bombardare. Velocemente si alzano
da tavola, e scendono in silenzio le scale che portano alla
cantina sotto la casa. L. si è portata dietro un
bicchiere d'acqua, visto che non sa cosa possa succedere. I
bombardamenti erano iniziati una decina di giorni prima a
Frascati, per poi espandersi rapidamente nel resto d'Italia.
Dopo un paio di ore a Roma regna il silenzio
piùtotale: finalmente gli aerei se ne sono andati, e
L. e la sua famiglia possono riemergere dallo scantinato. Ma
al piano di sopra li aspetta una brutta sorpresa: infatti
una bomba ha raggiunto una parte della loro casa,
distruggendola completamente. La madre è infuriata,
il padre corre a chiamare la polizia, inutilmente: tanto gia
sanno chi è il colpevole. L. e i suoi fratelli se ne
stanno al centro di una stanza semidistrutta, capendo quasi
per la prima volta il vero significato della guerra. L.
rimane con un bicchiere vuoto in mano, e qualcosa di
piùdifficile da riempire dentro. Una settimana
dopo si ritrovano su di un treno che li porterà a
Bergamo. In questo periodo la popolazione italiana si
è divisa in due fazioni che combattono
rispettivamente per gli Americani (a Sud) e per i Tedeschi
(a Nord). La piccola famiglia ha deciso di trasferirsi a
Nord e vivere nella casa di alcuni parenti. L. non era
fascista, e anche lei, come molti altri, credeva che Hitler
fosse un pazzo. Ma purtroppo è cresciuta in un epoca
in cui il fascismo domina gli altri tipi di governi e chi
non lo sostiene può già considerarsi
spacciato. In questi stessi anni il fratello di L., G. si
arruola nel battaglione "M"(battaglione mussolini), dato che
è troppo giovane per far parte dell'organizzazione
paramilitare delle camicie nere. Le prime luci
dell'alba cominciano a spuntare da dietro i monti. Ormai il
treno è quasi arrivato. L. guarda preoccupata
l'orologio: hanno appena annunciato che il treno
ritarderà l'arrivo di venti minuti. Mentre aspetta di
arrivare alla stazione di Pavia, ripensa a ciò che
era accaduto nelle ultime settimane all'Università:
aveva infatti notato che alcuni suoi compagni avevano smesso
di venire a scuola. Indagando piùa fondo scopri' che
con il sopravvento delle leggi raziali, gli ebrei non
potevano piùaccedere alla scuola italiana, ma non
potevano neanche trovare lavoro in un azienda italiana e
comprare il cibo in un negozio italiano. L. trova questa
cosa molto ingiusta: non riesce a capire che cosa hanno di
diverso gli ebrei dalle altre persone. Poco dopo una brusca
fermata del treno interrompe I suoi pensieri. Scende di
corsa gli scalini del treno e si mette a correre sulla
piattaforma, per raggiungere la fermata dell'autobus. Quando
arriva alla fermata, l'autobus è già lontano.
Disperata si siede sulla panchina, e si passa una mano fra i
capelli. Ma non sa che quel ritardo le cambierà la
vita. Poco piùlontano, una decina di studenti stanno ripassando all'interno di un autobus. Alla radio suona una canzone di Ernesto Bonino, "Bellezza in biciclettaâÄù, e l'anziano signore al volante è li ormai da troppo tempo. Si stanno avvicinando all'Università, e nell'aria ci sta una strana atmosfera di calma. Infatti i ragazzi sono riusciti ad andare all'Università grazie ad una speciale interrogazione offerta dagli insegnanti, dato che l'esame di maturità è stato cancellato per via della guerra. Improvvisamente si sente il rombo dei motori delle âÄòfortezze volanti': enormi aerei americani dotati di quattro motori e mitragliatrici. L'autobus viene mitragliato per cinque minuti, e quando finalmente gli aerei si ritirano, una gomma è a terra e moltissime persone sono morte. L'anziano vecchietto al volante è l'unico che è riuscito a salvarsi, ma questo shock lascerà un segno permanente per tutta la vita.
Questa storia mi è stata raccontata da mia nonna. |
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