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Mi ricordo che durante la Seconda Guerra Mondiale, specificamente nel 1943 io mi trovavo nella capitale della Tunisia, a Tunisi e dato che a quel tempo la Tunisia era una colonia francese, stava in Guerra contro l'Italia. Io avevo 14 anni e mi ricordo che ogni sera bisognava spegnere tutte le luci di casa perché tenute accese indicavano agli aerei dove bombardare. Mi ricordo specificamente una sera quando sentii un fischio acuto che più passava il tempo, e più sembrava si avvicinasse ma poi non esplose mai. Sentendo quel fischio provavo una sensazione di paura. Paura di morire o di perdere qualcuno che amavo. Paura di non aver potuto fare tutto quello che nella vita volevo fare, in pratica diventare un giornalista. Volevo poter scrivere tutte le mie esperienze e quelle degli altri, cosi che sarebbero potuti essere ricordati come eroi. Era il mio sogno sin da piccolo ma ovviamente non era l'unica cosa che volevo fare. Volevo viaggiare conoscere il mondo, e per finire passare il resto della mia vita con Luisa, la donna della mia vita. Ma tutto questo in quel piccolo istante non mi sembrava possibile. Ogni tanto la sera mi ritorna quella sensazione ma poi mi guardo intorno e mi vedo in camera mia, Guardo fuori della finestra e vedo Roma. Vado in cucina e vedo la mia bellissima moglie Luisa che prepara la sua buonissima crostata d'arance. Sono stato un giornalista. Sono stato tutto quello che ho voluto essere e mi ritengo un uomo molto fortunato. Ma ho lavorato per riuscire ad essere quello che sono e spero che questo dia esempio ai giovani d'oggi.
Il nonno di Gaia
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