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Le esperienze dirette
degli effetti della guerra che mio nonno visse furono tante,
anche se non partecipò alla guerra in prima persona.
Aveva tredici anni allora e visti dagli occhi di un
ragazzino quegli eventi potevano sembrare perfino
divertenti. Lui ebbe
la fortuna di vivere in un paesino, Montepagano,
vicino a Roseto degli Abruzzi. Anche se a Roseto sostava il
fronte tedesco (che intraprendeva una guerra di posizione
dove il fronte non andava né su né
giò), il
paesino di mio nonno non era cosìvicino da correre
troppi pericoli. Di eventi vissuti ce ne furono tanti.
Spesso le truppe tedesche salivano a Montepagano, che
è situato su una collina molto alta che sovrasta
Roseto, con camion e altri mezzi a requisire uomini e
ragazzi di una certa età per farli lavorare alle
opere di difesa e di fortificazione che facevano giò
a Roseto. Vicino a Montepagano c'era un traliccio elettrico,
che non funzionava anche perché a quell'epoca
l'elettricità non c'era e nelle case venivano usati i
lumini per illuminare o le lampade ad olio e a carburo. Su
questo traliccio venivano messi di guardia ragazzi di
sedici, diciassette anni con una tromba. Quando si formava
la colonna di camion tedeschi che saliva su per la collina
il ragazzo che stava sul traliccio cominciava a suonare la
tromba e tutti gli uomini e ragazzi di una certa età
scappavano per le campagne prima che i tedeschi arrivassero
alla piazza di Montepagano. Spesso succedeva che arrivati i
camion tedeschi i soldati scendevano e si buttavano per le
campagne cercando di
catturare un pò di questi uomini che erano
scappati. Altri si nascondevano nelle case. Mio nonno viveva
in una casa molto bella e molto grande (che ospitava tutta
la famiglia) che anticamente apparteneva alla famiglia che
aveva quasi tutto nel paesino. In certi ambienti della case
c'erano volte affrescate e anche dei muri enormi nei quali
erano ricavati degli armadi a muro. Il padre di mio nonno e
tutti i suoi fratelli si nascondevano dentro a questi armadi
a muro che venivano coperti da altri mobili cosicché
quando venivano i soldati tedeschi non trovavano nessuno e
se ne andavano. Naturalmente venivano fatti dei buchi nelle
porte degli armadi a muro per far entrare l'ossigeno. Invece
altri scappavano in un locale dove c'era un botola che
calava in un tunnel che portava a vari chilometri di
distanza da Montepagano. A volte quando le perquisizioni
duravano due, tre giorni gli uomini erano costretti a stare
fuori dal paese e ogni tanto le donne o i
ragazzini
portavano loro del cibo di nascosto. In occasione di
uno di questi rastrellamenti un giovanotto stava scappando
inseguito da un soldato tedesco che gli intimava di
fermarsi. Ad un certo punto il ragazzo
si girò
e fece un gesto per far credere al soldato tedesco di avere
qualcuno alle spalle, facendolo girare. A quel punto il
ragazzo prese una grossa pietra e la diede sulla testa del
soldato che svenne. Sembrava che il soldato fosse
morto e gli
altri soldati cominciarono a mandarsi segnali con dei
fischietti acutissimi. Il soldato tedesco che sembrava morto
venne portato in ospedale a Roseto. Tutti gli altri vennero
richiamati dalle campagne. Visto che a quell'epoca esisteva
la legge che prevedeva che per ogni nazista ucciso venissero
trucidate dieci persone italiane a caso, i soldati
radunarono la gente del paesino e cominciarono a formare
vari plotoni nella piazza principale. Dopodiché
arrivarono gli ufficiali e fecero allineare dieci persone a
caso (fra cui tre donne) davanti ad un muro. C'era un gran
parlare, ogni tanto partiva una macchina per Roseto, ogni
tanto ne arrivava un'altra probabilmente per informare delle
condizioni del soldato. Ad un certo punto cominciarono a
formare il plotone di esecuzione. Poi,
all'improvviso, arrivò il prete
del paese e si mise davanti alle persone che sarebbero state
fucilate dicendo di lasciarli stare e di prendere lui. La
piazza cominciò a rumoreggiare e si creò una
atmosfera tesissima, infatti i soldati si disposero a
cerchio intorno a tutta la folla dei paesani con le armi
puntate perché pensavano ad una reazione della
popolazione. Un ufficiale tedesco ordinò ad un
soldato qualcosa e a quel punto il soldato andò
davanti al prete e lo colpìcon il calcio del fucile.
Il prete sanguinava e cadde a terra. Nel frattempo
arrivò qualche notizia da Roseto che probabilmente
riferiva che il soldato stava bene. Allora piano, piano la
tensione si allentò. Presero il prete e lo curarono
un pò poi lo portarono a Roseto in ospedale.
Ordinatamente i soldati tedeschi cominciarono a salire sui
camion e se ne andarono facendo finire questa vicenda
drammatica nel modo migliore possibile. Durante il periodo in
cui mio nonno stava a Montepagano c'era un cinema che
funzionava a Roseto, che dista dal paesino circa sette
chilometri usando la strada normale, altrimenti si poteva
passare per i campi e metterci di meno. Il padre di mio
nonno durante quel periodo si era assentato perché
aveva formato con altri un gruppo di partigiani sulle
montagne vicino Teramo. Mio nonno desiderava molto andare al
cinema giò a Roseto. E allora alcune volte quando
rimediava i soldi per andare al cinema scendeva in
città attraverso i campi. Poi quando finiva il film
doveva ritornare, ma nel frattempo si era fatto buio e
insomma a quei tempi non era una cosa tanto piacevole andare
in giro di sera quando era buio in campagna. Gli
capitò a volte di sentire le pattuglie tedesche che
facevano la ronda nella zona, perché il territorio
era controllato. Siccome a quel tempo c'era il coprifuoco
non si poteva circolare durante quell'orario, per cui mio
nonno si nascondeva dietro ad un cespuglio e aspettava che
le truppe passassero. A circa tre quarti del tragitto
bisognava passare per una stradina molto vicina al cimitero
e visto che di notte si possono osservare i fuochi fatui era
sempre molto spaventoso il passaggio per questa strada.
Arrivato al portone di casa doveva salire una scala tutta
buia dove non si vedeva niente. Entrato a casa, ogni volta
che mio nonno tornava dal cinema trovava sua nonna con un
giunco in mano che lo frustava un pò sulle gambe per
punizione. Dopo svariati mesi le
truppe anglo-americane si stavano avvicinando e il fronte
tedesco si stava ritirando. Visto che i tedeschi se ne erano
andati e gli americani dovevano ancora arrivare il popolo di
Roseto e Montepagano era finalmente libero. Allora tutti i
ragazzini (fra cui mio nonno) si precipitarono nei magazzini
di armi lasciate dai tedeschi. Mio nonno e i suoi amici
cominciarono a giocare con tutto le cose che trovavano fra
cui mine antiuomo, pistole, munizioni, ecc. Inoltre
giocavano ad accendere la polvere da sparo a forma di
spaghetto che veniva trovata nei proiettili per i cannoni
della guardia costiera. Una volta acceso questo spaghetto
cominciava a strisciare dovunque e se qualcuno provava a
scappare, forse per il risucchio d'aria, questo spaghetto lo
inseguiva. Loro si divertirono a lanciare, in posti sempre
molto sicuri, le granate che trovarono e anche a sparare i
vari proiettili.
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