Vita di un soldato

Ho intervistato il signor Guglielmo, un soldato italiano che era un volontario e che faceva parte del reggimento dei Giovani Fascisti. Questo signore credeva molto in quello che faceva, e combatteva con coraggio e orgoglio.

L'Arruolamento

"La Seconda Guerra Mondiale cominciònel settembre del 1939, anche se ufficialmente iniziònel 1940. Io non avevo piùdi 17 anni, per cui sentivo il desiderio, l'orgoglio di partecipare nella guerra, ma questo non era stato possibile perchè ero troppo giovane. Molti ragazzi che avevano un anno piùdi me si erano arruolati nella guerra, tutti volontari. I primi a entrare in combattimento, però, sono stati quelli del '22, perchè quelli del '23 come me hanno dovuto aspettare l'anno successivo âÄì il regolamento dell'età era molto severo. Io ho tentato di bluffare, ma la mia bella fortuna è stata che molti ufficiali del mio battaglione erano i miei insegnanti, quindi non potevo bluffare perchè l'età mia la conoscevano! Infatti, quando cercai di entrare nell'esercito nel 1940 (avevo 17 anni), avevo tentato di andare via con la squadra, e gli ufficiali mi avevano elegantemente rimandato a casa! Io mi ero adeguato, e poi appena scattata l'età mi sono arruolato anche io."

Combattimento in Africa

"Io ho combattuto nel nord dell'Africa dal '41 al '43. Ho combattuto all'inizio contro gli inglesi e in seguito anche contro i francesi e gli americani, alleati agli inglesi. Possiamo dire che specialmente nei primi anni, la guerra in Africa era "una guerra d'altri tempi". Per esempio, durante le feste si sparava solo in alto per celebrare o l'anno nuovo o il Natale. Questa è una cosa che si ricorda ancora. C'era un rispetto tra i soldati, i feriti anche venivano rispettati, ecc., in contrasto con gli ultimi anni della guerra quando le cose peggiorarono. Nel maggio del '43 le forze italiane erano passate dall'Egitto e la Libia alla Tunisia; fu quasi una rivincita dalla parte italiana. Poi, gli italiani furono defiitivamente sconfitti e diventai prigioniero di guerra. Comunque, ho avuto la fortuna di stare in mezzo a un reparto che nascondeva la paura, e nel quale ciascuno di noi dava il suo meglio. Questo lo dico e gli inglesi me l'hanno confermato. Essi riconoscevano il nostro coraggio anche se eravamo nemici."

Prigionia

"Il 13 maggio del 1943 diventai prigioniero degli inglesi. Quel giorno ero stato ferito al braccio, ma preferivo andare con i miei compagni nel campo di prigionia invece che andare all'ospedale. Il campo inglese in Tunisia era molto pulito, e anche se non c'era molto da mangiare siamo stati trattati con rispetto. Poi, siccome i prigionieri italiani erano stati consegnati ai francesi come bottino di guerra, anch'io sono stato trasferito in un campo francese in Algeria. Il giorno del nostro trasferimento, gli inglesi ci avevano detto di consegnare tutto quello che avevamo trattenuto illegalmente. Ci avevano spogliati e ripuliti, e noi pensavamo che saremo stati imbarcati per essere portati via dall'Africa. Invece, fummo portati in Algeria."

La Fuga

"Durante la mia prigionia sotto i francesi in Algeria sono stato spostato in vari campi. In generale eravamo stati trattati bene, anche se i francesi avevano molto poco da offrire. Nell'ultimo posto in cui ero situato avevo consentito ai francesi di farmi lavorare in una fattoria, anche se era "illegale" secondo le convenzioni di Ginevra. Nella fattoria c'erano soldati di varie nazionalità con divise diverse, perciòcon tutta la confusione era abbastanza facile fuggire senza essere notato. Per fuggire dall'Africa, però, dovevo andare al porto; per fare questo, sono tornato in un campo inglese. Ogni mattina, un gruppo di prigionieri italiani (una corvee) usciva con i rifiuti del campo e li portava giù al porto a scaricarli. Mi ero nascosto tra i rifiuti, e quando arrivòla corvee mi ero inserito nel loro grupppo. Così ho potuto raggiungere il porto e salire su una nave che mi portò a Napoli."

Un Aneddoto

N.B!! Questo aneddoto venne ricordato grazie all'intervento del mio cagnolino Shadow!!

"Quando eravamo in Tunisia poco prima di essere catturati, io e un paio di amici decidemmo di esplorare la Terra di Nessuno. Entrammo in una fattoria abbandonata e trovammo dei cani, una mamma e dei cuccioli. Scelsi uno dei cagnolini e me lo portai al campo. Al momento della resa, ho dovuto lasciare Pallino (il cucciolo). Un ufficiale inglese lo prese in braccio e mi guardòcome per dirmi " Come starai tu non me ne frega nulla, ma a questo animale stai tranquillo, ci penso io!"

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